Il peso sulle spalle di Giorgia Meloni ed Elly Schlein

Alla prima Presidente del Consiglio della storia della Repubblica Italiana si è aggiunta da domenica la prima donna a ricoprire la carica di Segretaria del Partito Democratico.

Due donne, una alla guida del Governo e della coalizione di centro destra e l’altra alla guida del principale partito di opposizione. 

Rappresentano la rottura epocale di un tetto di cristallo sinora mai infranto nella società italiana ed entrambe, seppur con background e visioni estremamente diverse tanto da rasentare la contrapposizione, possono essere una fonte di esempio per tante ragazze. La dimostrazione pratica che anche le donne possono non solo ambire a ricoprire posti di comando, ma farlo concretamente.
Un compito improbo quello che stanno affrontando, soprattutto perché circondate da un consesso, per lo più maschile, estremamente condizionante.

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L'Avvenire. Ansa

La Presidente del Consiglio si trova ormai quotidianamente a dover sistemare, giustificare o minimizzare le continue dichiarazioni ed azioni imbarazzanti (o peggio) dei suoi sodali ed alleati. A volte talmente assurde e stonate da dare la sensazione che siano più degli sgambetti che delle gaffes.
La Segretaria si presenta come il nuovo volto di una rinnovata sinistra, ma basta guardare alle sue spalle per vedere una folta schiera di politici di lunghissimo corso, gli stessi che hanno sostenuto spesso in modo convinto ed entusiasta qualsiasi segretario. Il timore, in questo caso, è che rappresenti la nuova facciata di un edificio decrepito.

 

Un peso enorme grava sulle spalle di queste due giovani donne: le aspettative nei loro confronti sono altissime.

E come sempre accade non saranno concessi alibi o sconti, non saranno permesse debolezze, come insegnano Nicola Sturgeon e Jacinda Arden. Ma non è un finto machismo che le renderà migliori di chi le ha precedute. Lo sarà il loro essere donne, seppur con accenti femminili e femministi quasi opposti, coniugando sensibilità e “la force tranquille”, magnifico ed evocativo slogan coniato da Jacques Séguéla (in realtà per un uomo), che rende però benissimo una caratteristica prettamente femminile.

 

Entrambe hanno l’entusiasmo e la volontà di dimostrare la propria indipendenza, e per tutte noi ma soprattutto per le nostre figlie, non possiamo che augurarci che ce la facciano.

Perché diversamente pagheremo pegno tutte e rischieremo di tornare indietro anni nel lungo e difficile cammino per la parità.

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Esmeralda Ballanti

Classe 1963, giornalista pubblicista, vivo nella bassa bolognese. Diploma di ragioneria, segretaria di redazione e collaboratrice del periodico Nuovo Informatore.

Femminista, polemica, ho svariate passioni ed interessi che spesso non ho sufficiente tempo di coltivare. Ma si può sempre migliorare, in tutto.

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