La panacea degli eventi

22.09.2026

Bologna è per tradizione una città di grandi dibattiti. Ci si aspetterebbe che le grandi querelle si plachino durante il periodo estivo, invece quest’anno, probabilmente per la frenesia che precede le amministrative, abbiamo riscontrato mesi particolarmente caldi, sia dal punto di vista climatico che da quello degli annunci e delle relative critiche.  


Voglio partire dai grandi “contenitori” in costruzione, progettazione o ripensamento.

Ai primi di luglio, l’Amministratore Delegato di Grand Tour Italia, reduce da una perdita di 6,2 milioni di euro nel 2025, annuncia l’ennesimo riposizionamento di strategia della struttura, indicando come focus una “maggiore attenzione a intrattenimento, famiglie, scuole, (e non mi sembra una novità) mostre, sport ed eventi”. Per avere una dimensione, Grand Tour Italia si presenta come un parco di 50.000 mq nell’area del CAAB, ha un Centro Congressi che può ospitare in platea 950 persone e dispone di un parcheggio per 1.000 posti auto.


A metà luglio segue l’annuncio che la nuova arena in costruzione da giugno 2025 presso la Fiera di Bologna si chiamerà “Unipol Hall”, 12.000 mq interni all’area Fiere di Bologna, capienza 12.000 persone, inaugurazione prevista per l’autunno 2026: il primo utilizzo è previsto a novembre, in tempo per ospitare dal 24 al 29 novembre le Finali di Coppa Davis 2026. Dovrebbero poi seguire le partite di basket della Virtus e ulteriori “concerti, spettacoli, congressi e grandi eventi”. BolognaFiere dichiara complessivamente 14.500 posti auto nel sistema di parcheggi del quartiere fieristico.

Infine il 1° agosto Comune di Bologna, Bologna Football Club 1909 BFC e BolognaFiere S.p.a. rendono pubblico il progetto di un nuovo stadio multifunzionale, con una capienza prevista di oltre 30.000 posti, che verrebbe costruito su terreni di proprietà di BolognaFiere stessa ed in merito al quale BolognaFiere e Bologna FC hanno già sottoscritto una lettera d’intenti. Dagli annunci non ospiterebbe quindi solo calcio, ma anche attività fieristico-congressuali, concerti ed eventi. Resta inoltre in itinere tutta l’area del Parco Nord/Arena Joe Strummer, per la quale BolognaFiere ha in essere dal 2023 una concessione trentennale da parte del Comune di Bologna e che dal 2024 risulta essere ricompreso nella prospettiva di sviluppo del TEK (Technology, Entertainment, Knowledge) District di Bologna, come viene espressamente dichiarato: “Parte integrante del masterplan è anche la riqualificazione del Parco Nord, che restituirà alla città più di 50 ettari di parco urbano e una rinnovata Arena Joe Strummer da 25 mila posti”.   In prospettiva un sistema di venue o meglio di spazi per eventi pensato come una sorta di ecosistema che unirebbe Fiera, Centro Congressi della stessa, nuova Hall, Arena Joe Strummer ristrutturata e adesso nuovo possibile stadio.


In tutto questo restano in piedi il vecchio Stadio Dall’Ara, sul cui destino molto si sta dibattendo ma senza al momento idee chiare, il PalaDozza ed anche l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno.

Ad oggi, escludendo le partite di campionato dei vari sport, Bologna ed immediati dintorni per quanto riguarda quanto potremmo definire come “eventi”, ricomprendendo avvenimenti sportivi particolari e concerti, offrono già molto. Alcuni dati: Unipol Arena nel 2025 ha ospitato più di 40 concerti, Bol on ice e le Final Four di volley; PalaDozza le Final Four LNP, EuroBasket femminile e diversi spettacoli; Stadio Dall’Ara 6 grandi concerti nel 2025 e 5 nel 2026. A questi possiamo aggiungere la programmazione dell’Estragon (che ha sede nell’area Parco Nord e del cui futuro nel masterplan citato prima nulla viene esplicitato) che ad oggi comprende oltre 60 appuntamenti in calendario e quella dei Festival estivi alle Caserme Rosse (che rientrano nella programmazione del gestore di Unipol Arena) per un’altra trentina di serate. Tutto questo senza contare la miriade di eventi minori legati alla programmazione estiva cittadina ed ai locali privati di dimensioni più ridotte.


Un concerto all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno
Un concerto all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno

Ritengo sia opportuno aggiungere qualche dato economico.

Il gestore di Unipol Arena, Grande Stazione S.r.l., chiude da anni i propri bilanci in utile; la struttura, di proprietà di Costructa S.p.A., è stata costruita nel 1993 con un investimento di oltre 22 milioni di euro a cui si sono aggiunti altri costi per ampliamenti e sistemazioni.

 

La gestione di FICO/Grand Tour Italia ha accumulato negli anni perdite rilevanti; nel solo 2025 GTI ha dichiarato una perdita di 6,2 milioni di euro. FICO è nato attraverso un’operazione immobiliare e finanziaria imperniata sul Fondo PAI Parchi Agroalimentari Italiani, arrivato a circa 140 milioni di euro, alimentato dal conferimento di aree e immobili CAAB e dagli apporti di numerosi investitori istituzionali e privati, ulteriori milioni sono stati poi necessari per la sua ristrutturazione in GTI. Va anche ricordato come il fatto che la struttura non abbia mai raggiunto almeno un punto di pareggio economico abbia comportato continui cambi di strategia ed infruttuosi tentativi di variare l’offerta al pubblico, creando a mio avviso un forte disorientamento nella clientela.

 

Infine la nuova Unipol Hall rappresenta, secondo BolognaFiere, un investimento di oltre 75 milioni di euro, mentre non si sa ad oggi a quanto ammonti quello per il nuovo stadio; i dati disponibili relativi al vecchio progetto di restyling del Dall’Ara prevedevano 100 milioni di euro ed alcune fonti di stampa ipotizzano oggi cifre intorno ai 200 milioni.

 

Abbiamo quindi un’offerta di spazi per eventi in forte espansione, che porterebbe a pensare un surplus di domanda che la giustifichi. Ma spulciando i dati sul web non sembra che sia esattamente così.

 

Il PalaDozza risulta lavorare molto e bene, per la regular season della Fortitudo si parla di un riempimento medio del 95%, non ho trovato dati sugli eventi per i quali va però sottolineato che quando sono organizzati dal Comune sono spesso gratuiti.

 

La Virtus Basket nella stagione 2025/26 ha utilizzato sia il PalaDozza che la temporanea Virtus Arena in Fiera. Nelle dieci partite di regular season disputate alla Virtus Arena da dicembre in poi, la società ha registrato una media di 6.757 spettatori su una capienza di 10.220, pari al 66%. Solo all’inizio di gennaio 2026 il club ha superato per la prima volta quota 10 mila in una partita casalinga. Numeri che fanno sorgere qualche interrogativo sull’effettiva necessità, per il solo basket, di una nuova struttura da 12.000 spettatori.

 

Lo Stadio Dall’Ara dichiara una capienza di oltre 36 mila posti ed il Bologna FC ha pubblicato di aver avuto circa 21 mila abbonati nella stagione 2025/26. Pertanto buona parte della struttura dovrebbe essere occupata da questa base, ma spulciando i dati, l’affluenza media risulta inferiore alla capienza complessiva dell’impianto. Sotto il solo profilo dei posti disponibili, quindi, l’attuale Dall’Ara sembrerebbe sufficiente a soddisfare la domanda ordinaria, salvo per alcune partite di particolare richiamo. Uno dei suoi nei è sicuramente essere pienamente inglobato in una zona ad alta residenzialità e avere pochissimi posti auto limitrofi, infatti in occasione delle partite il Comune emana ordinanze per trasformare diverse strade adiacenti in aree di sosta. Nell’ordinanza per la stagione 2026/27 viene espressamente dichiarato che “la rete stradale nelle adiacenze e prossimità dello Stadio “Renato Dall’Ara” non può sopportare l’enorme afflusso di autoveicoli che si concentrano in occasione degli incontri di calcio”, ragione che costituisce un argomento a sostegno della ricerca di soluzioni alternative, come la creazione in altra zona di una nuova struttura. Nuova struttura che però, prima della nuova proposta di agosto, non era nei programmi dell’amministrazione, anzi.

 

La questione merita un piccolo approfondimento: nel luglio 2023 il Comune di Bologna pubblica un comunicato, completo anche di immagini di rendering, in cui si prospetta un restyling complessivo del Dall’Ara e la creazione nell’area CAAB/FICO di una struttura temporanea da 16 mila posti ove far giocare la squadra del Bologna per due stagioni. Il cronoprogramma allora dichiarato prevedeva l’avvio della costruzione della struttura temporanea, che sarebbe poi rimasta per altri scopi, nell’estate 2024 ed il suo completamento nell’estate 2025. Nelle prime fasi del progetto, per la sistemazione dello stadio storico si parlava di un investimento nell’ordine dei 100 milioni di euro, dei quali 40 a carico del Comune. Le successive revisioni avevano già portato il costo stimato a circa 150 milioni e nel frattempo i costi sono ulteriormente lievitati. Nell’agosto di un anno fa l’Assessora Roberta Li Calzi annuncia la volontà di valutare la candidatura di Bologna per gli Europei di calcio del 2032 ed aggiunge “la società (del Bologna FC) ha anticipato a noi alcune criticità sull’impegno finanziario complessivo”. Nel gennaio di quest’anno l’Amministratore Delegato del Bologna FC dichiara poi che, dopo Covid e rincari, i costi da sostenere per il restyling ammonterebbero a circa 230 milioni di euro e non essendo la società in grado di sostenerli da sola, si appella agli “operatori della città”. La pietra tombale sul progetto viene messa il mese successivo con la delibera del Comune che chiude il procedimento relativo alla ristrutturazione ed ammodernamento dello stadio. Il venir meno della struttura “relativamente” temporanea ha inciso sulle aspettative di Grand Tour Italia, che era previsto avesse una funzione sinergica con la stessa. Repubblica il 21 agosto riporta come nella relazione di bilancio vengano puntualizzate le “disattese opportunità che erano state espresse dagli enti locali: ripristino trasporto pubblico per/verso Grand Tour, mancata realizzazione del polo sportivo temporaneo Bologna Fc 1909”. Lo stesso Oscar Farinetti, patron di Grand Tour Italia, in una intervista a Repubblica il giorno successivo dice “Andiamo avanti, capisco l’amarezza dell’AD. Credevamo nella struttura temporanea”. Forse però la storia complessiva di FICO/GTI meriterà un approfondimento dedicato.

 

Tornando al tema centrale di questo articolo, ovvero i fantomatici eventi che dovrebbero riempire e mantenere tutte queste strutture esistenti o in costruzione, mi sembra di rilevare come la situazione attuale veda un’offerta non solo ben strutturata, ma che risulta oltretutto adeguata alla richiesta. In questo quadro si andranno ad inserire altri contenitori, che non sembrano però necessari per intercettare nuovi grandi numeri ed esigenze, ma semplicemente entrare in competizione in un mercato già piuttosto saturo, con tutte le conseguenze del caso. La domanda finale che mi/vi pongo: in questo contesto, i nuovi investimenti potranno avere un reale ritorno economico?

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Comment

  • Marina

    I miei dubbi sulla loro necessità trovano conferma nei dati del tuo articolo!

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Esmeralda Ballanti

Classe 1963, giornalista pubblicista, vivo nella bassa bolognese. Diploma di ragioneria, segretaria di redazione e collaboratrice del periodico Nuovo Informatore.

Femminista, polemica, ho svariate passioni ed interessi che spesso non ho sufficiente tempo di coltivare. Ma si può sempre migliorare, in tutto.

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